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Cefalea

Cefalee primarie, cefalee secondarie, cefalee nevralgiche. A chi puoi affidarti? Come puoi migliorare il tuo stile di vita? Come puoi migliorare la tua alimentazione? Attraverso quali attività puoi migliorare la tua situazione? Tutte le risposte le trovate nel documento che segue e presso il nostro centro specializzato.

LA CEFALEA

Per mal di testa o cefalea si intende il dolore provato in qualsiasi parte della zona della testa o del collo. Può essere un sintomo di diverse patologie. Il tessuto cerebrale di per sé non è sensibile al dolore, poiché manca di recettori adatti, perciò il dolore è percepito per via della perturbazione delle strutture sensibili che si trovano intorno al cervello. Nove zone della testa e del collo hanno queste strutture: il cranio (più esattamente, il periostio del cranio), muscoli, nervi, arterie e vene, tessuti sotto cutanei, occhi, orecchie, seni paranasali e le mucose.
Vi sono una serie di diversi sistemi di classificazione per il mal di testa. Il più riconosciuto è quello proposto dalla International Headache Society.
La cefalea è un sintomo aspecifico, ciò significa che ha molte possibili cause. Il trattamento di un mal di testa dipende quindi dalla sua eziologia, cioè dalla causa di fondo.
La problematica maggiore nell’affrontare questa patologia è capire il tipo di cefalea di cui si soffre è per questo che è così importante l’assistenza dei medici specialisti tramite una equipe multidisciplinare.
Può succedere frequentemente che in un quadro clinico il soggetto può soffrire di diversi tipi di cefalea.
Ci sono cefalee primarie, secondarie e nevralgie.

Tra le cefalee primarie si trovano:
L’EMICRANIA è una cefalea primaria frequente e disabilitante (il paziente sente il bisogno di mettersi a letto), come dimostrano svariati studi epidemiologici, che viene annoverata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al 19° posto nella graduatoria delle patologie disabilitanti. Si diagnostica una emicrania Quando gli attacchi si presentano con una frequenza ≥15 giorni/mese per >3 mesi. L’emicrania è distinta in diversi sottotipi: Emicrania senza aura, con aura e retinica in base ai sintomi descritti.
CEFALEA MUSCOLO TENSIVA: si tratta del tipo più frequente di cefalea primaria: la sua prevalenza nell’arco della vita nella popolazione generale varia dal 30 al 78%, secondo i vari studi. Nello stesso tempo è la cefalea primaria meno studiata, nonostante produca l’impatto socio-economico più elevato. In passato questa forma di cefalea veniva considerata di natura prevalentemente psicogena invece, un certo numero di studi apparsi dopo la prima edizione della Classificazione Internazionale delle Cefalee , suggerisce fortemente l’esistenza di una base neurobiologica.
Viene suddivisa in episodica, frequente e cronica.
CEFALEA A GRAPPOLO E ALTRE CEFALALGIE AUTONOMICO-TRIGEMINALI
L’età all’esordio si colloca tra 20 e 40 anni. Per motivi ancora sconosciuti la prevalenza è 3-4 volte maggiore negli uomini rispetto alle donne.
ALTRE CEFALEE PRIMARIE
Cefalea primaria trafittiva.
Cefalea primaria da tosse.
Cefalea primaria da attività fisica.
Cefalea primaria associata ad attività sessuale. Cefalea ipnica.
Cefalea primaria ”a rombo di tuono”. Hemicrania continua.
Cefalea quotidiana.

Cefalee secondarie
Cefalea attribuita a trauma cranico e/o cervicale. Queste cefalee sono molto comuni negli individui che subiscono colpi diretti al cranio od incidenti per cui si incorre nel “colpo di frusta”.
Cefalea attribuita a disturbi vascolari cranici o cervicali. Attribuita solitamente ad ictus, emoraggia, Mav o trombosi.
Cefalea attribuita a disturbi intracranici non vascolari. Attribuita a malformazioni, infiammazioni, ipo o ipertensioni liquorale.
Cefalea attribuita all’uso di una sostanza (anche farmaci) o alla sua sospensione.
Cefalea attribuita a infezione.
Cefalea attribuita a disturbi dell’omeostasi.
Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico.
Cefalea o dolori facciali attribuiti a disturbi di cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche.
La cefalea cervicogenica è una delle meno conosciute ma più frequenti cause di cefalea nella società moderna. Mentre le altre cefalee come conseguenza possono portare a dolore e rigidità a livello del rachide, questa patologia ha come causa una disfunzione a livello di questo distretto. Si manifesta con dolore riferito come originatosi dal collo e percepito in una o più regioni della testa e/ o della faccia. Non sono specifici ma spesso presenti della cefalea cervicogenica il dolore al collo, i segni di miofascite, un’anamnesi positiva per trauma cervicale, l’esacerbazione meccanica del dolore, l’unilateralità, la coesistenza di dolore alla spalla, la riduzione della motilità del collo, l’origine del dolore dalla regione nucale, la nausea, il vomito, la fotofobia, ecc. Solitamente si riscontrano segni clinici, laboratoristici e/o neuroradiologici di una malattia o di una lesione del rachide cervicale o dei tessuti molli del collo che sia dimostrata essere o generalmente accettata come una causa valida di cefalea.
Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)possono portare a cefalee con dolore ricorrente localizzato a una o più regioni della testa o della faccia.

Cefalee nevralgiche
Nevralgie craniche e dolori facciali di origine centrale : la più comune è la nevralgia del trigemino. Altre cefalee, nevralgie craniche e dolori facciali di origine centrale o primari.

COME MIGLIORARE IL MAL DI TESTA?

Consulenza medico da un medico specialista
La maggior parte delle cefalee deve essere trattata con farmaci consigliati da personale medico specialistico senza cercare da soli il rimedio migliore che può, in alcuni casi, peggiorare la situazione.
È importante capire la , o meglio le cause che provocano gli attacchi di cefalee per poterle curare al meglio. Per questo che è importante rivolgersi al personale sanitario specializzato (neurologo, ortopedico, dentista, fisiatra). Una nuova frontiera per combattere le cefalee è l’utilizzo della cannabis terapeutica.

Miglioramento dello stile di vita
La natura della cefalea può modificarsi con gli anni in base hai cambiamenti ormonali, posturali e degenerativi. Si possono evitare un incremento degli attacchi di cefalea cercando di mantenere uno stile di vita equilibrato, cercando di non aumentare gli stress quotidiani e di riposare le giuste ore notturne.

Miglioramento dell’alimentazione
Sono molti gli elementi che, in soggetti predisposti, possono causare un attacco di cefalea.
Nelle sostanze da evitare sono presenti: cioccolato, panna acida, burro di arachidi, yogurt, aspartame, cipolle, pizza, aringhe, fegato di pollo, avocado. Inoltre sarebbe opportuno limitare: formaggi stagionati, cibi fermentati o marinati, maiale, peperoni, pomodori, cibi contenenti glutammato di sodio ( cibo cinese, dado, cibi congelati e preconfezionati), thè caffè, super alcolici, vino, birra.
Non hanno nessuna controindicazione cibi come: carne, pesce, cereali, latte, miele, zucchero, verdure fresche, peperoncino, zenzero, aceto di vino bianco e olio extravergine d’oliva.
Per consigli più specifici è sempre meglio consultare uno specialista.

Fisioterapia
Il ruolo del fisioterapista è polivalente per questo tipo di patologia. In molti tipi di cefalea si può riscontrare rigidità e dolore al collo. Tramite l’anamnesi e l’esame oggettivo si può identificare se il tipo di cefalea è di tipo cervicogenico o muscolo tensivo. È utile ricorrere alla fisioterapia quando non si riesci ad alleviare la sintomatologia con l’uso dei farmaci.
Grazie le sue competenze il fisioterapista può pianificare un piano di trattamento individualizzato cercando di correggere le abitudini posturali, l’ergonomia sia sul posto di lavoro che nella vita quotidiana per cercare di minimizzare il più possibile l’insorgenza degli attacchi.
Tramite le metodiche di terapia manuale può cercare di riequilibrare la disfunzioni che si sono create nell’apparato locomotore. È scientificamente provato che problematiche a livello delle prime vertebre cervicale irradino la propria sintomatologia a livello di testa e faccia. Il segmento solitamente maggiormente coinvolto è C2-C3 e, tramite la palpazione, si possono a volte riprodurre i sintomi.
Inoltre valutando i disequilibri muscolari a livello cervico-dorsale è possibile somministrare al paziente un piano di esercizi specifici per la sua problematica.

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