Centro di Rieducazione Motoria
Vieni a trovarci
Via Tessa, 5 - 27100 Pavia
Chiamaci
+ (39) 0382 - 469910

Yoga alleato dell’intestino

Prendiamoci cura del nostro intestino con lo yoga
I disturbi intestinali sono sempre più diffusi:alimentazione disordinata, frettolosa, sbalzi repentini di temperatura, ansie e preoccupazioni fanno sentire i loro effetti sull’apparato gastro-digerente, il cui corretto funzionamento è uno dei perni principali del nostro benessere!

Si sente dire spesso che “l’intestino è il nostro secondo cervello” tanto che si ipotizza esserci un legame a doppio filo tra i due: così come la mente e le emozioni influenzano la salute dell’intestino, allo stesso modo le problematiche di quest’organo possono creare dei disequilibri come alcune forme di ansia e di depressione. Chi si avvicina allo yoga sa bene come una digestione troppo lenta o un ristagno di scorie incidano sui benefici della pratica! La prima regola è praticare a stomaco vuoto, o comunque a digestione completata. L’assunto della scienza dello yoga è ci si alimenti con cibo prevalentemente “sattvico” (termine sanscrito che rimanda al significato di purezza e vitalità). Nei testi antichi come le prime Upanishad, l’Hatayoga Pradipika e la Geranda Samhita si menzionano i Shat Karma (letteralmente le “sei azioni”), tecniche di purificazione del corpo, da praticare prima di asana e pranayama. Tra questi troviamo Shanka Prakshalana, o Dhauti, (letteralmente il gesto della conchiglia, di fatto è un lavaggio per purificare l’intestino). Le prime volte si raccomanda di eseguirlo sotto la guida di un insegnate esperto, al mattino a digiuno, in una giornata di riposo. Si esegue bevendo dell’acqua salata, accompagnando ogni sorso a particolari movimenti discendenti del corpo, guidati dal respiro. Quando l’intestino è libero da scorie la pratica dello yoga dona il massimo dei benefici, innescando un circolo virtuoso in cui l’efficacia di ogni asana va a rinforzare tutto l’apparato digerente, consolidando una salute stabile. Nella pratica vera e propria delle asana numerose sono quelle che lavorano in questa direzione. In particolare si tratta di posizioni capovolte e di posizioni di rotazione. Vengono classificate capovolte tutte le asana in cui lo stomaco si trova al di sopra della testa (sarvangasana, halasana, shirshasana, kapalasana, ecc..) In esse la fiamma eterna di Agni (il fuoco gastrico) si trova da una parte a risparmiare la combustione di Soma, o Amrita, nettare vitale che stilla dalla pineale, e ad avere come combustibile le scorie intestinali. Queste posizioni inoltre migliorano tutte le circolazioni del corpo, riequilibrando il metabolismo. Le posizioni di rotazione (jatharasana, vakra-makarasana, vakra-maricyasana, ardha-matsyendrasana, ecc…) hanno un effetto drenante, liberano dai gonfiori addominali e favoriscono il transito delle scorie dal centro dell’organismo verso le vie di eliminazione, riportano il corretto movimento peristaltico. Vale la pena ricordare tra i Krya (termine che rimanda all’azione di purificare), il Nauli Krya, (tradotto come pulizia dell’ombelico). Esso consiste nel contrarre i muscoli addominali, isolando i muscoli centrali dell’addome e spostando il muscolo retto addominale con un movimento ondulatorio. Questo moto ritmico stimola la peristalsi, tonifica il fegato e migliora la digestione, mantiene attivo il sistema digerente ed escretorio.
Ricordiamoci che in queste pratiche il “fai da te” è sconsigliato …. Meglio non complicarsi la vita … In caso di impossibilità ad avvicinarsi a tali tecniche, ricordiamoci che yoga significa essenzialmente vivere con un comportamento equilibrato, basato sulla “giusta misura”. L’attenzione alla nostra alimentazione e una sana attività all’aria aperta restano sempre e comunque le basi fondamentali della nostra salute, quella intestinale compresa!
Roberta Ferrari

Condividi suShare on FacebookEmail this to someone