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Intolleranze Alimentari

In questi ultimi anni si sente parlare di intolleranze alimentari che nulla hanno a che fare con l’allergia.
Oggi, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il 2% della popolazione sarebbe colpita da allergie alimentari, mentre le intolleranze alimentari toccherebbero circa il 50% della popolazione.
Come distingure un’allergia da un’intolleranza?
Nelle allergie, la reazione dell’organismo all’ingestione di cibi è istantanea con manifestazioni orticarioidi (come quelle provocate dall’assunzione di fragole), o edematose (come per l’assunzione di crostacei) con gonfiore della lingua.
Nelle intolleranze alimentari non si hanno manifestazioni eclatanti ma uno stato di malessere a cibi ingeriti quotidianamente con tempi di latenza molto più lunghi che possono andare da alcune ore fino a diversi giorni.
Le ipotesi sulle cause sono molteplici si va dalla qualità del cibo, allo stress, come cause esterne, mentre, fra le cause interne sicuramente ha un ruolo determinante l’intestino.
Un’ infiammazione a livello intestinale porta ad una riduzione dell’effetto “barriera” svolto dall’intestino nei confronti di sostanze che non dovrebbero essere assorbite con conseguenti risposte del sistema immunitario. Questa situazione nota con il nome di disbiosi intestinale non è altro che un’alterazione della flora microbica intestinale costituita da miliardi di microrganismi che producono sostanze a noi utili in cambio della loro sopravvivenza. Nel momento in cui la flora microbica intestinale viene alterata da diversi fattori (ad es.assunzione di farmaci, cibi troppo raffinati, eccesso di zuccheri) veniamo colpiti da coliti, ulcere, stitichezza, meteorismo, alitosi, spasmi e dolori intestinali.
In conclusione, le conoscenze attuali ci indicano che la salute della flora batterica intestinale possa aprire la strada alla prevenzione delle malattie gastrointestinali e l’utilizzo di probiotici è fondamentale per il ripristino del benessere dell’intestino.

Dott.ssa M.Valentina Rancati

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