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Spalla Congelata

SPALLA CONGELATA:
– cause
– fasi della patologia
– trattamento e riabilitazione

È disponibile un approfondimento redatto dalla dott.sa Elisa Giordano, professionista specializzata in Terapia Manuale.

Spalla congelata

La spalla congelata, o capsulite adesiva, è una condizione dolorosa che affligge questa importante articolazione.
I pazienti che ne soffrono lamentano rigidità articolare dolore e limitazione nei movimenti.
Le cause di origine non sono ancora state completamente chiarite e spesso la patologia insorge senza alcuna causa apparente.
La spalla congelata colpisce la capsula che circonda l’omonima articolazione ispessendo e cicatrizzando i tessuti che la compongono.
La capsula articolare è un manicotto di tessuto connettivo denso che avvolge l’articolazione sostenendo e stabilizzando i due capi ossei che la formano.
In condizioni normali l’articolazione della spalla, grazie alla sua particolare conformazione anatomica, permette di compiere un’ampia gamma di movimenti. Quando un paziente sviluppa la spalla congelata però, inspiegabilmente, la capsula che la avvolge diventa rigida e forma delle adesioni. La perdita di elasticità e la
compromissione di alcune strutture anatomiche con cui prende contatto causa il dolore e la limitazione dei movimenti tipici della malattia.
In particolare, quando si soffre di spalla congelata diminuisce la possibilità di movimento sia attivo che passivo. La diminuzione del movimento passivo multidirezionale è una delle caratteristiche che distingue la spalla congelata da altre patologie che affiggono questa articolazione, come la lesione della cuffia dei rotatori. I sintomi dolorosi della spalla sono, infatti, spesso confusi con altre patologie come la tendinopatia calcifica, la rottura della cuffia dei rotatori, l’artrite o la tendinite. Un altra caratteristica di questa patologia è che la limitazione articolare si registra su tutti i piani del movimento e soprattutto in rotazione esterna.

Cause
Come abbiamo visto, buona parte dei casi di spalla congelata insorge senza alcuna causa apparente. Talvolta la patologia si sviluppa in seguito ad una ferita di natura traumatica a carico della spalla (lussazione, frattura, contusione ecc.), anche se si tratta di una circostanza poco diffusa. Dall’anamnesi dei pazienti affetti da tale patologia, emergono però dei fattori di rischio predisponenti.
Tra questi ricordiamo:
Età: la spalla congelata insorge più frequentemente in soggetti di età compresa tra i 40 ed i 60 anni.
Sesso: la capsulite adesiva colpisce maggiormente le donne, che hanno un rischio doppio/triplo rispetto agli uomini.
Diabete e disfunzioni tiroidee: i pazienti affetti da queste malattie sono più a rischio della popolazione sana. In particolare circa il 10-20% dei pazienti colpiti da diabete di tipo II ed il 35-40% dei diabetici di tipo I soffrono anche di spalla congelata.
Altre malattie sistemiche (cardiovascolari, morbo di Parckinson, ipercolesterolemia, artrite ecc) sono state messe in relazione con un aumentato rischio di sviluppare la spalla congelata.
Storia pregressa di dolore alle spalle ed immobilità: i pazienti che subiscono una lesione alla spalla sviluppano con maggiore frequenza la spalla congelata, specie se dopo la lesione è stato seguito un lungo periodo di immobilizzazione non seguita da adeguato programma riabilitativo.
Utilizzo prolungato di alcuni farmaci.

Fasi della patologia
Questa malattia si sviluppa in tre fasi:
Congelamento
Nella fase di “congelamento”, il dolore aumenta inesorabilmente e progressivamente. Appena il dolore peggiora, la spalla perde movimento. Il congelamento di solito dura da 6 settimane a 9 mesi.
Spalla congelata
I sintomi dolorosi possono effettivamente migliorare in questa fase, ma la rigidità rimane. Durante i 4-6 mesi di fase “congelata”, le attività quotidiane possono essere molto difficili.
Scongelamento
Il movimento della spalla migliora lentamente durante la fase di “disgelo”. Il completo ritorno alla normalità di forza e di movimento in genere dura da 6 mesi a 2 anni.

Trattamento e riabilitazione
Il trattamento della spalla dolorosa si pone come obiettivi principali la riduzione del dolore ed il riacquisto della mobilità perduta.
Esercizi di allungamento e mobilizzazione: per migliorare il range di movimento della spalla e per
minimizzare la perdita di tessuto muscolare. Questi esercizi vanno eseguiti più volte al giorno (almeno tre).
Calore: può contribuire ad allentare il blocco articolare grazie all’aumentata vasodilatazione locale. È utile applicarlo dieci minuti prima di iniziare gli esercizi di allungamento. Se si ha la possibilità sarebbe molto utile svolgere gli esercizi di mobilizzazione attiva/passiva in una vasca di acqua calda (35-36°C), proprio per sfruttare a pieno l’effetto benefico di calore e movimento.
Altre terapie fisiche come ultrasuoni, laserterapia e tecar vengono talvolta impiegate per accelerare il recupero.
Terapia manuale: utile per aumentare e mantenere la mobilità recuperata.
Terapia farmacologica:Iniezioni locali di cortisone contribuiscono a ridurre il dolore negli stadi iniziali. Al loro posto, in questa fase o durante il riacutizzarsi dei sintomi dolorosi, si possono utilizzare farmaci antinfiammatori per via orale o topica.

Durante tutto il periodo riabilitativo andranno evitati movimenti bruschi ed impegnativi come il sollevamento di carichi pesanti con il braccio dolente. Solitamente la fase gelida è la meno sensibile ai trattamenti, perciò il persistere di dolore e ridotta mobilità in questa fase, non deve demoralizzare il paziente che anzi, deve continuare e persistere con le terapie intraprese.

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